Perchè avere un sito mobile? perchè l’acquisto è emozionale!

perchè avere un sito mobile friendly

 

“Perchè devo avere un sito ecommerce mobile? i miei clienti non acquisteranno mai dallo smartphone.”. E’ una delle classiche domande che mi vengono rivolte quando si parla di mobile.
In questo post cercherò di sviscerare uno degli aspetti legati al discorso mobile friendly: l’acquisto emozionale.

Perchè avere un sito mobile?

Molto spesso, quando bisogna rispondere alla domanda precedente, si da la risposta più scontata e banale: meglio esserci che non esserci.
In realtà non si comprende appieno l’importanza di avere un sito adatto ai dispositivi mobili. In realtà il dispositivo che ci interessa non è il tablet ma lo smartphone. Ragionando in modo meno semplicistico e analizzando le abitudini dei consumatori, scopriamo che prima dell’azione di acquisto vera e propria, c’è una fase di studio. L’utente medio, cerca di farsi un’idea del prodotto collegandosi a internet. Qui viene la parte interessante: con cosa esegue questa azione? con il primo strumento che ha sotto man: lo smartphone.
A questo punto si inizia a capire l’importanza di avere un sito ottimizzato per smartphone. A questo punto possiamo andare oltre cercando di capire cos’è il marketing emozionale.

Cos’è il marketing emozionale?

Lo scopo del marketing emozionale è quello di creare un legame più stretto tra consumatore e brand. Il brand deve rappresentare un alleato e l’esperienza della navigazione deve rappresentare un argomentazione interessante quando si parla tra amici e parenti.
In altre parole il sito web deve dare un’emozione, deve regalare un’esperienza indimenticabile.

Esserci quando il potenziale cliente avrà lo stimolo dell’acquisto, quando il cliente sentirà la necessità di cercare cosa c’è in rete. Esserci. Non tanto per l’acquisto in se ma perchè potremmo diventare un dei competitor per il suo eventuale acquisto.

Una ricerca condotta da Ipsos OTX ci chiarisce quali sono le azioni che si compiono quando si naviga su intenet da smartphone. Il campion intervistato ci dice che:

  • 77% motori di ricerca
  • 65% social network
  • 46% siti di vendita
  • 43% siti di condivisione video
  • 38% siti di informazione generiche
  • 26% siti di brand e produttori
  • 25% siti di recensioni e blog
  • 24% siti di informazioni mediche
  • 24$ siti di finanza
  • 23% siti di viaggi
  • 18% siti di buoni sconto
  • 17% siti di programmazione televisiva
  • 15% magazine
  • 14% altri siti

Risulta evidente quindi che per quasi la metà degli intervistati, lo smartphone viene usato per cercare informazioni su siti di vendita. Parliamo di 1 persona su 2. Non è male direi.

Acquisto emozionale e subconscio

Secondo uno studio di Marketing Oggi e Dinet il 95% delle scelte dei consumatori è dettato dal subconscio. Per la maggior parte delle volte l’acquisto non è dettato da scelte razionali. Spesso quindi, lo stimolo alla ricerca su Google Now, strumento che tutti abbiamo nei telefonini Android, è dettato più da un bisogno irrazionale, da un impulso emozionale.
Una giornata stressate, un incontro di lavoro stressante, portano all’evasione e, spesso, alla ricerca di un bene che possa soddisfare questa nostra necessità impellente. Spesso inizia proprio così la ricerca del bene da acquistare. La nostra propensione all’acquisto è dovuta più ad un bisogno di soddisfare una necessità di evasione che non ha una reale necessità.

La teoria del marketing emozionale è stata esposta dal professore della Columbia University Bernd. H. Schmitt secondo cui per dare un’esperienza memorabile all’utente bisogna fare un mix di contenuti.

Intrattenimento;
Educativi;
Estetici
Di evasione.

Realizzare un bel sito, esteticamente accattivante, che dia contenuti di valore ( non solo prodotti da acquistare), che insegni qualcosa, può essere la mossa vincente per far decollare le vendite.

Alla luce di questi dati penso sia evidente che avere un sito mobile friendly non è solo un ulteriore canale di vendita, ma come un’arma per rispondere ad un’esigenza emozionale immediata del cliente, un’arma per rispondere alle sue primarie e compulsive necessità di evasione.