Un sito ecommerce per vendere all’estero? potrebbe essere l’idea giusta!

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Il mercato interno langue e così anche i consumi interni. E’ il momento di cercare nuovi canali di vendita. Un sito ecommerce per vendere all’estero potrebbe essere una ghiotta opportunità. Non sai da che parte iniziare? Ecco un pò di chiarezza

Vendere all’estero con un sito ecommerce potrebbe essere l’idea vincente. Come sottolineai in un articolo precedente i numeri parlano chiaro! L’ecommerce sta continando crescere e non accenna a fermarsi!

Diciamo però che per vendere all’estero non basta farsi fare un bel sito ecommerce e farselo tradurre; sarebbe bello ma non basta. Qualche anno fa sarebbe sicuramente stato sufficiente; c’era meno concorrenza e quindi, bastava poco per posizionarsi. Con un pò di web marketing e un pò di ottimizzazione seo i risultati sarebbero arrivati. Ora, essendo aumentati i competitors è tutto più complicato; le cose sono cambiate e in futuro, cambieranno ancora.
C’è un famoso slogan che dice:

pensi che affidarsi ad un professionista costi troppo? pensa a quanto costerebbe non farlo

Ecommerce del made in italy

Il made in italy continua a tirare parecchio. Le aziende che stanno sentendo meno la crisi sono quelle che hanno capito cosa e dove esportare. Rappresentiamo, con alcune nostre eccellenze, l prodotto artigianale, la creatività, la qualità.
Non mi credi? guarda cosa diceva il sole 24 ore qualche tempo fa!

Diciamo però che non è tutto così facile. Bisogna capire a quale mercato rivolgersi, quali prodotti esportare e come fare il prezzo. Si perchè anche il prezzo è determinante. non voglio dire che bisogna vendere prezzo,tuttaaltro, dico però che bisogna conoscere il prezzo giusto per avere una buona penetrazione nel mercato in cui andremo a lavorare.

Quando si parla di vendere all’estero, molti pensano subito all’Europa. C’è anche quella, ma ci sono paesi che in questo particolare periodo storico, hanno maggiori potenzialità. Ad esempio potremmo parlare del made in italy in Cina. Paese enorme, enormi potenzialità, mercato vastissimo. ci avevi mai pensato? Sto affrontando il discorso proprio in questo periodo con una bella realtà con sede a Milano. Bel progetto con ottime opportunità.
Ci sono tantissimi grandi paesi in via di sviluppo che hanno enormi potenzilità! Ci sono tantissime opportunità: il difficile sta nel comprendere quali possono essere quelle più adatte al nostro tipo di busines.

Avere una sede all’estero? Anche no!

Spesso si pensa che è indispensabile avere una sede nel paese in cui andremo a proporci. Sarebbe sicuramente meglio ma non è indispensabile. Se il nostro obbiettivo è vendere in Francia, avere una sede a Parigi, potrebbe essere molto intelligente. Un riferimento telefonico con prefisso di parigi, uno show room, sicuramente auterebbe e darebbe identità e tranquillità al nostro business anche fuori dai nostri confini. E’ anche vero però che se ne può fare a meno. Una cosa di cui non si può fare a meno è personale che parli e scriva un ottimo francese, corretto. Il cliente quando ci contetterà deve essere tranquillo, rilassato. La nostra comunicazione deve essere puntuale, precisa, corretta.

Per vendere all’estero bisogna conoscere bene le regole del gioco. Dal punto di vista amministrativo bisogna conoscerne la tassazione e la burocrazia.

Le spedizioni e i prezzi

E’ necessario avere il giusto prezzo e la giusta incidenza dei costi di trasporto sul prezzo finale. Un cliente che acquista un bene su cui il 20-30% è dato dalla spedizione potrebbe non essere così contento. Occhio quindi si pensa ai costi e ai fattori moltiplicativi, a calcolare bene i prezzi di vendita.
Per quanto concerne i tempi di spedizione, devono essere ragionevoli. Non si può pensare di far aspettare un mese per ricevere la merce. Se il prodotto è artigianale, con un’adeguata comunicazione al cliente, si più pensare a tempi più lunghi. Importante comunque è sempre la comunicazione con il cliente. Tranquillizzarlo.
Dal canto nostro è necessario strutturarsi per avere una buona resa merce. Trovare un buon corriere(che non rovini la merce) e avere una buona disponibilità di magazzino. Se il magazzino è basso, meglio fare una cernita dei prodotti con maggiore rotazione e mettere in vendita, almeno sul mercato estero, solo quelli. Ci vuole poco per rovinarsi la reputazione.

I tempi

Spesso sento imprenditori che pensano di iniziare a vendere buone quantità già dopo 3-4 mesi. E’ utopico. Se il nostro prodotto è innovativo, economico e molto ricercato, in qualche mese qualche riscontro si potrebbe anche avere. Nella maggioranza dei casi non è così. Per lavorare sul mercato estero ci vuole tempo, non solo per conoscere il mercato e la burocrazia ma per comprendere le dinamiche interne.

In definitivtà, vendere all’estero non è una montagna insormontabile,tutt’altro. Bisogna seguire un pò di accorgimenti e affidarsi a professionisti.

Il made in Italy ha un grande potenzialità… perchè non sfruttarla?